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Pubblicazione : 20/07/2018
Istat: ultimi dati sulla povertà in Italia

È stato pubblicato il 26 giugno scorso il consueto aggiornamento Istat sulla povertà in Italia, contenente dati relativi al 2017.

La povertà assoluta ha riguardato 1.778.000 famiglie e 5.058.000 persone. L’incidenza del fenomeno è in crescita rispetto al 2016: le famiglie in povertà assoluta passano in un anno dal 6,3% al 6,9%, il dato rilevato sugli individui, passa dal 7,9% all’8,4%. Istat segnala che questi dati sono i più elevati della serie storica che prende avvio nel 2005.

Preoccupante è anche il dato sulla povertà minorile: anche se l’incidenza del fenomeno, che risente del numero di figli minori presente in ciascun nucleo familiare, è in leggero calo (dal 12,5% del 2016 all’attuale 12,1%) i minori in condizione di povertà assoluta restano moltissimi: 1.208.000.

Dal punto di vista territoriale, i dati confermano la situazione di maggiore svantaggio del sud del Paese dove l’incidenza della povertà assoluta è in aumento sia tra le famiglie (da 8,5% a 10,3%) sia tra gli individui (da 9,8% a 11,4%).

Ad influenzare l’incidenza della povertà assoluta concorrono, secondo Istat,le due variabili dell’età e della condizione professionale della persona di riferimento: più tale componente del nucleo è giovane più risulta elevato il rischio di povertà assoluta.

Il coinvolgimento nel mercato del lavoro non tutela in maniera assoluta (non basta avere un lavoro per non essere poveri) ma protegge dalle situazioni più difficili: nelle famiglie con persona di riferimento operaio, l’incidenza della povertà assoluta (11,8%) è più che doppia rispetto a quella delle famiglie con persona di riferimento ritirata dal lavoro (4,2%).

Anche per la povertà relativa si registra un aumento rispetto al 2016: l’incidenza tra gli individui è aumentata di 1,6 punti percentuali (da 14% a 15,6%) e tra le famiglie di 1,7 punti percentuali (da 10,6% a 12,3%. Le famiglie che si sono trovate in condizione di povertà relativa sono state 3.171.000, gli individui 9.368.000

Anche per la povertà relativa, la numerosità del nucleo familiare e l’età dei componenti (in particolare della persona di riferimento) sono collegati all’incidenza del fenomeno che raggiunge il 16,3% se la persona di riferimento ha meno di 35 anni, mentre scende al 10,0% nel caso di un ultra sessantaquattrenne.

Si confermano, infine,  le difficoltà per le famiglie di soli stranieri: l’incidenza raggiunge il 34,5%, con forti differenziazioni sul territorio (29,3% al Centro, 59,6% nel Mezzogiorno).

Testo integrale della nota Istat