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Pubblicazione : 04/06/2014
Isnet: indagine sull'interesse alla riforma del terzo settore
L’associazione Isnet, che dialoga con una rete di oltre 1000 organizzazioni di impresa sociale sul territorio nazionale (prevalentemente cooperative sociali di tipo A e B e loro Consorzi), ha lanciato un interessante sondaggio ai propri iscritti per indagare il loro punto di vista rispetto le Linee Guida per la Riforma del Terzo Settore. Le associazioni hanno la possibilità, prevista dal governo, di aderire alla consultazione pubblica inviando una mail entro il 13 giugno all’indirizzo terzosettorelavoltabuona@lavoro.gov.it. Il sondaggio è stato realizzato nel periodo compreso tra il 21 e il 26 maggio e sono state coinvolte 135 tra le imprese sociali del network Inset.

Secondo l’analisi Inset, dal titolo “Riforma Terzo Settore: una valutazione dei diretti interessati”, in generale sembra ci sia entusiasmo da parte delle associazioni che si sentono finalmente al centro dell’attenzione.

Quasi il 30% degli intervistati dichiara di aver letto con attenzione il documento, mentre il 32,6% afferma di averlo letto ma di doverlo ancora approfondire. Un’importante percentuale, il 32,6% dice invece di non aver ancora avuto tempo di leggerlo e il 7% non era a conoscenza dell’iniziativa del governo (percentuale che in realtà non è così piccola, se si calcola che dovrebbero essere proprio loro gli interessati e che la notizia è stata oggetto di tutte le principali testate a livello nazionale).

Il 72% degli enti presi in esame dichiara che invierà il proprio contributo alla casella di posta del governo istituita a tal proposito. Questo dato è però smorzato dal fatto che nelle opinioni considerate non ci sia molta fiducia sul fatto che le proposte inviate potranno davvero fare la differenza; il 20% afferma invece che non invierà alcuna indicazione perché viene visto come una “perdita di tempo” e che “i suggerimenti non verranno considerati”. Tra coloro che hanno intenzione di inviare un proprio contributo, emergono temi quali l’importanza del contratto di lavoro unico per il terzo settore, la necessità di una maggiore tutela per le cooperative sociali nei confronti delle associazioni di volontariato e l’esigenza di depotenziare la discrezionalità dei comuni nei rapporti con le associazioni di volontariato.

«L’auspicio è che l’iniziativa del Governo rappresenti l’occasione per una inversione di tendenza, a favore di un rinnovato protagonismo, in cui le imprese sociali sono chiamate a dire la loro, e il 72% di adesioni potenziali al sondaggio on line fanno ben sperare», afferma Laura Bongiovanni, Presidente di Isnet.

Testo dell'indagine