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Pubblicazione : 18/04/2015
Porre fine alla povertà estrema entro il 2030: un imperativo morale
Oltre 30 leader delle più praticate religioni del mondo e i rappresentanti dei vertici delle maggiori organizzazioni confessionali tra cui Caritas Internationalis, hanno lanciato un invito all'azione per porre fine alla povertà estrema entro il 2030, un obiettivo condiviso dal Gruppo della Banca Mondiale.

Il testo della Dichiarazione rileva i «notevoli progressi» compiuti nella riduzione della povertà estrema. Negli ultimi 25 anni, il numero di persone che vivono in povertà estrema è diminuito da quasi 2 miliardi di persone a meno di 1 miliardo. Ora, per la prima volta nella storia umana, c’è la possibilità e anche la «responsabilità morale» di far sì che nessuno debba vivere in situazioni di estrema di povertà.

«Abbiamo numerose prove fornite dalla Banca Mondiale e da altri soggetti: ora possiamo porre fine alla povertà estrema entro quindici anni – si legge nella dichiarazione - nel 2015, i nostri governi dovranno decidere una nuova Agenda dello sviluppo sostenibile globale che potenzialmente si può costruire sulla base di un impegno e di valori condivisi: porre fine alla povertà estrema».

«Facciamo nostro questo imperativo morale – scrivono i leader spirituali delle comunità di fede – poiché condividiamo la convinzione che il banco di prova morale della nostra società sia rappresentato dagli standard di vita dei gruppi più deboli e più vulnerabili. I nostri testi sacri inoltre ci chiamano a combattere le ingiustizie e ad elevare i più poveri tra noi».

La “Dichiarazione dell’imperativo morale” mira a generare la necessaria volontà politica e sociale e a ispirare maggiori impegni da parte di altri a unirsi a questa causa. Essa attinge alla fede e alle convinzioni condivise che unificano le principali religioni del mondo intorno alla chiamata e alla responsabilità di combattere la povertà.

La Dichiarazione nasce dalla Tavola rotonda dei leader delle organizzazioni su base religiosa e confessionale, istituita presso la Banca Mondiale che ha tenuto il 18 febbraio scorso, il suo primo incontro ad alto livello alla presenza del presidente della Banca Mondiale Jim Yong Kim.

Secondo il Segretario Generale di Caritas Internationalis Michel Roy, la dichiarazione rappresenta «una reale opportunità per le comunità di fede: lavorare insieme alla Banca Mondiale per sradicare la povertà estrema entro il 2030».

La “Dichiarazione dell’imperativo morale” è stata sottoscritta anche dal Catholic Relief Service, l’associazione delle organizzazioni cattoliche statunitensi, il cui vicepresidente, responsabile in tema di Advocacy e rapporti con le organizzazioni governative, Bill O'Keefe ha dichiarato: «Crediamo che porre fine alla povertà estrema sia praticamente possibile e moralmente imperativo. Siamo orgogliosi di partecipare a questo sforzo globale»