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Pubblicazione : 04/03/2016
Nuove pubblicazioni Caritas Europa sulla povertà di chi lavora e non lavora
Abbiamo due figlie di sei e otto anni, mio marito e il sol percettore di reddito nella nostra famiglia e guadagna 625 euro al mese. Abbiamo spese per 492 euro al mese, chiediamo aiuto a Caritas per fare fronte alle spese alimentari o ad alcune spese di casa.

Si apre con questa testimonianza di una donna di 25 anni la presentazione, sul sito di Caritas Europa, di una nuova serie di 21 Rapporti sul monitoraggio della povertà in cui si guarda con particolare attenzione ai fenomeni della povertà lavorativa (in work poverty) e della disoccupazione di lunga durata, entrambi cause di gravi diseguaglianze.

I 21 Rapporti azionali riguardano: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Lettonia, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Regno Unito.

Saranno raccolti in una pubblicazione intitolata “End poverty in Europe – Our solutions to make it happen” (fine della povertà in Europa, le nostre soluzioni per far sì che ciò accada) che verrà presentato a metà aprile 2016.

La pubblicazione  mette a confronto le cause di disuguaglianza, povertà ed esclusione che stanno avanzando nelle società europee e formula raccomandazioni rivolte ai policy makers nazionali ed europei.

Vengono, ad esempio, messe in evidenza criticità quali l’inadeguatezza delle misure di reddito minimo anche quando sono erogate in combinazione con altri benefici sociali (è il caso di Austria, Bulgaria e Belgio), le difficoltà di accesso ai servizi (Bulgaria, Italia, Portogallo e Slovacchia) o la scarsa qualità delle prestazioni da essi erogate, non adeguate alla domanda (Paesi Bassi e Portogallo).

Fonte: Caritas Europa