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Pubblicazione : 23/07/2016
Nuove misure contro la povertà
In pochi giorni sono giunte due importanti novità in materia di contrasto alla povertà, che dovrebbero portare anche l’Italia a disporre finalmente di una misura nazionale a favore dei cittadini in gravi difficoltà.

Disegno di legge delega

Il 14 luglio la Camera ha approvato il Disegno di legge delega sul contrasto alla povertà assoluta, che passa ora all’esame del Senato e che prevede l’introduzione nel 2017 di una misura di contrasto alla povertà su tutto il territorio nazionale denominata “Reddito di inclusione”.  La Legge di stabilità 2016 aveva infatti previsto una serie di interventi per il contrasto alla povertà e uno o più provvedimenti legislativi di riordino della normativa in materia di strumenti e trattamenti, indennità, integrazioni di reddito e assegni di natura assistenziale finalizzati all’introduzione di un’unica misura nazionale di contrasto alla povertà, definita in base alla differenza tra il reddito familiare del beneficiario e la soglia di povertà assoluta. La misura si articola in un beneficio economico e in una componente di servizi alla persona, assicurata dalla rete dei servizi sociali mediante un progetto personalizzato aderente ai bisogni dei nuclei familiari beneficiari, che sono prioritariamente nuclei con figli minori o con disabilità grave o con donne in stato di gravidanza o con persone over55 in stato di disoccupazione. Lo stanziamento finanziario previsto dalla Legge di stabilità 2016 è di 1,03 miliardi di euro per il 2017 e di 1,054 miliardi di euro a decorrere dal 2018.

L’approvazione della delega sulla povertà che istituisce il Reddito di inclusione rappresenta «un deciso passo in avanti» secondo l’Alleanza contro la povertà, che ha espresso «soddisfazione per una decisione storica che scaturisce da una proficua collaborazione con ministero del Lavoro, governo e Parlamento, che ha portato il Legislatore ad accogliere il progetto del Reddito di inclusione».

L’Alleanza continuerà tuttavia a seguire con proprie osservazioni e proposte l’iter legislativo al Senato e, in particolare, chiede «l’estensione universale delle misure adottate contro la povertà, superando un carattere di categorialità, accompagnate da un’adeguata copertura finanziaria che dovrà essere confermata, e il più possibile rafforzata, nella prossima Legge di stabilità, in modo da consentire il celere avvio di un piano organico e pluriennale di lotta alla povertà».

Come parte integrante del Reddito di inclusione l’Alleanza ritiene poi fondamentale «una particolare attenzione allo sviluppo dei Servizi necessari a sostenere i percorsi d’inclusione socio-lavorativa dei beneficiari».

 

Sostegno per l’Inclusione Attiva

Pochi giorni dopo l’approvazione alla Camera della delega al governo sul contrasto alla povertà, il 18 luglio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto 26 maggio 2016 con il quale il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali introduce su tutto il territorio nazionale il Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA), la misura di contrasto alla povertà, ai sensi dell’art. 1, comma 387, lettera a), della Legge 28 dicembre 2015, n. 208. In vigore dal prossimo mese di settembre, il SIA diventa nazionale dopo la sperimentazione nelle grandi città, e consiste di fatto nella prima misura nazionale di contrasto alla povertà attuata in Italia, una “misura ponte” per i restanti mesi del 2016 in attesa che nel 2017 diventi effettivo il Reddito di inclusione previsto dal Disegno di legge delega, approvato dalla Camera e ora all’esame del Senato.

Per il 2016 sono previsti 750 milioni di euro (derivanti da fondi europei, nazionali e regionali) a favore delle famiglie con Isee inferiore o uguale a 3.000 euro e con presenza di un minore, di una persona con disabilità o di una donna in stato di gravidanza. Ad oggi la copertura è di circa il 40%, cioè circa 200.000 famiglie per un totale di quasi un milione di beneficiari (la metà minori), mentre l’impegno per il 2017 è di raggiungere tutte le famiglie che necessitano di tale misura.

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