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Pubblicazione : 23/07/2016
Aumentano in Italia le imprese gestite da immigrati
Hanno superato quota 550.000 le imprese gestite da stranieri immigrati in Italia, mentre l’avvio di nuove attività è cresciuto anche nel 2015, perfino in settori maturi dai quali gli imprenditori autoctoni si allontanano. «Un segnale positivo, in termini di emersione dal sommerso, promozione socio-economica e integrazione» sottolineano gli autori del Rapporto Immigrazione e imprenditoria 2016, curato dal Centro studi e ricerche Immigrazione Dossier statistico (Idos) che il 18 luglio ha reso note le anticipazioni dello studio.

Le imprese condotte da lavoratori nati all’estero rappresentano quasi un decimo di quelle registrate negli elenchi delle Camere di commercio italiane: il 9,1% rispetto al 7,4% del 2011. Si conferma infatti la forte spinta degli immigrati all’avvio di nuove attività: il numero delle nuove imprese iscritte nei registri camerali è stato di 68mila nel 2015, +1,4% sul 2014 e +5% rispetto allo stesso dato del 2011, pari a quasi un quinto di tutte le iscrizioni registrate nell’anno (18,3%). Si attesta all’11,6%, invece, l’impatto delle aziende degli immigrati sulle cancellazioni, quasi lo stesso numero del 2014 (+0,3%). Come a dire, osserva il Rapporto Idos, «che pur a fronte di un significativo turn over, segno delle persistenti difficoltà, i lavoratori immigrati continuano a distinguersi per un marcato dinamismo, incidendo così in modo rilevante sul saldo positivo tra tutte le imprese iscritte e cancellate dai registri camerali nel corso dell’anno, il migliore dal 2011».

Con oltre 20.000 imprese in più in un anno (+6,5% sul 2014) e un aumento di oltre 77.000 dal 2011 (+30,3%), il settore dei servizi conferma il proprio ruolo di traino, coprendo l’80% della crescita complessiva (e il 60,4% di tutte le imprese registrate alla fine dell’anno). Commercio e costruzioni si confermano i comparti prevalenti, ma l’edilizia cede il passo ai più elevati ritmi di incremento segnati dalle attività di alloggio e di ristorazione e da quelle dei servizi alle imprese. Marocco, Cina e Romania sono i Paesi dai quali proviene il maggior numero di responsabili di imprese individuali, mentre il Bangladesh si distingue per l’incremento più sostenuto. Lombardia e Lazio, e al loro interno Milano e Roma, rimangono le aree dove sono maggiormente diffuse le attività imprenditoriali straniere.

«Siamo di fronte a un folto gruppo imprenditoriale che, se adeguatamente sostenuto, può funzionare come un perno su cui innestare promettenti azioni di co-sviluppo» sostengono i responsabili dell’Idos.

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