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Pubblicazione : 13/11/2016
Donare per curare: Rapporto sulla povertà sanitaria in Italia
È stato presentato il 10 novembre scorso presso l‘Agenzia del farmaco il Rapporto sulla povertà sanitaria e la donazione di farmaci dal titolo “Donare per curare”.

«Le nuove povertà possono rappresentare un ostacolo concreto all’accesso alle terapie» sostiene Mario Melazzini, presidente AIFA ribadendo l’impegno della sua organizzazione in partnership con il Banco Farmaceutico «per avere un quadro chiaro del fenomeno».

Secondo i dati rilevati dall’Osservatorio sulla Donazione dei Farmaci (ODF), ne 2016 il bisogno di farmaci è aumentato dell’8,3% e sono state 557.000 persone (+37% rispetto al 2015) che non hanno potuto acquistare medicinali. In aumento anche gli enti che ne fanno richiesta: 1.663 nel 2016 (+1,3% rispetto al 2015).

Il Rapporto conferma anche l’importanza della Giornata di Raccolta del Farmaco (13 febbraio) che con le quasi 354.000 confezioni raccolte ha permesso di coprire il 37,5% del fabbisogno espresso. Ancora più rilevante il peso delle donazioni aziendali che nei primi 8 mesi del 2016 hanno superato il milione di confezioni raccolte.

In tre anni la richiesta di farmaci è salita del 16%, a fronte del costante aumento degli indigenti assistiti. Gli aumenti maggiori si evidenziano al Nord Ovest (+90%) e al Centro (+84%). La crescita più significativa è tra gli stranieri (+46,7%), i maschi (+49%) e le persone sopra i 65 anni di età (+43,6%).

Dal Rapporto emerge, inoltre, che ogni persona in media spende per curarsi (tra visite, esami e medicine) 682 euro all’anno, mentre i poveri si fermano a 123 euro: di più non possono permettersi, e dunque c’è chi ricorre ai farmaci donati, ma c’è addirittura chi evita di curarsi.Le difficoltà non riguardano solo i poveri: oltre 12 milioni di italiani e 5 milioni di famiglie hanno dovuto limitare il numero di visite mediche o gli esami di accertamento per motivazioni di tipo economico.

«la povertà sanitaria, in Italia, appare nella sua fase più drammatica» ha dichiarato Paolo Gradnik, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico onlus, commentando i dati.

«Mai tante famiglie – ha proseguito - sono state costrette a rinunciare alle cure. Avere conoscenza dell’esatta portata del fenomeno ci aiuta a svolgere la nostra mission nella misura adeguata e con le dovute ragioni».

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