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Pubblicazione : 16/12/2013
Dati Istat su reddito e condizioni di vita 2012
L’Istituto Centrale di Statistica (ISTAT) ha reso noti gli ultimi dati disponibili (relativi al 2012) sul reddito e sulle condizioni di vita della popolazione italiana.

Secondo tali dati, nel 2012 era a rischio di povertà il 29,9% dei residenti con un aumento di 1,7 punti percentuali rispetto all’anno precedente, dovuto soprattutto al diffondersi di situazioni «fortemente deprivate», a sua volta riconducibile al alcuni fenomeni quali: l’aumento delle famiglie che non possono permettersi durante l'anno una settimana di ferie lontano da casa (dal 46,7% al 50,8%), che non hanno potuto riscaldare adeguatamente la propria abitazione (dal 18,0% al 21,2%), che non riescono a sostenere spese impreviste di 800 euro (dal 38,6% al 42,5%) o che non potrebbero permettersi un pasto proteico adeguato ogni due giorni (dal 12,4% al 16,8%).

Quasi la metà (il 48%) dei residenti nel regioni meridionali del Paese  è a rischio di povertà ed esclusione ed è in tale ripartizione che l'aumento della severa deprivazione risulta più marcato: +5,5 punti (dal 19,7% al 25,2%), contro +2 punti del Nord (dal 6,3% all'8,3%) e +2,6 punti del Centro (dal 7,4% al 10,1%).

Il rischio di povertà o esclusione sociale è più alto per le famiglie numerose (39,5%) o monoreddito (48,3%); aumenti significativi, tra il 2011 e il 2012, si registrano tra gli anziani soli (dal 34,8% al 38,0%), i monogenitori (dal 39,4% al 41,7%), le famiglie con tre o più figli (dal 39,8% al 48,3%), se in famiglia vi sono almeno tre minori.

Nel 2011, la severa deprivazione tra le persone in famiglie a prevalente reddito da lavoro autonomo era più contenuta (7,1%) di quella osservata tra i membri delle famiglie con redditi da lavoro dipendente (10,7%); nel 2012 la differenza si riduce in misura significativa (12,6% contro 13,7%) a seguito dell'aumento più consistente rilevato tra i membri delle famiglie del primo tipo.

La metà delle famiglie residenti in Italia ha percepito, nel 2011, un reddito netto non superiore a 24.634 euro l'anno (circa 2.053 al mese). Nel Sud e nelle Isole il 50% delle famiglie percepisce meno di 20.129 euro (circa 1.677 euro mensili).

Il dato nazionale sul rischio di povertà ed esclusione sociale è di 5,1 punti percentuali superiore alla media europea.

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