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Pubblicazione : 19/04/2015
Rischio di povertà e condizione delle donne
Secondo un  un recente studio del Parlamento Europeo, il rischio povertà per le donne con figli a carico sia più alto rispetto agli uomini nella stessa situazione: 19% contro il 17 %. Le percentuali di povertà delle donne varia notevolmente nei diversi Paesi membri dal 7% della Danimarca al 30%  in Romania. In Italia il 24 %.

In particolare a rischiare di diventare povere sono le donne immigrate (33%) e madri single (34%). La povertà al femminile in Italia è rappresentata dal 32% delle madri che hanno lasciato il proprio Paese e 41%  è costituito delle single. La Grecia si aggiudica il triste  primato per il rischio povertà delle donne migranti con il 52%, seguita dalla Spagna (47%), il Belgio (39%) e il Lussemburgo e la Francia (35% entrambi). E’ sempre la Grecia a registrare il dato più elevato  delle madri single con il 57% .

Lo Studio sottolinea, inoltre, che un altro fattore di vulnerabilità è il lavoro part time, molto più diffuso tra le donne (38%) che tra gli uomini (5%).

In alcuni Stati membri, le lavoratrici part time, rappresentano addirittura più della metà delle lavoratrici (Paesi Bassi 84%, Germania 74%, Austria 61%, Lussemburgo e Belgio 50%).

Il lavoro part time dei genitori e in particolare delle madri è un fattore di rischio anche per i bambini: oltre il 20% del totale dei bambini nella maggior parte degli Stati membri vive con una madre migrante e/o single. I bambini che vivono in condizioni povere cresceranno con pochi collegamenti con il mondo del lavoro, e spesso vittime di esclusione sociale, tramanderanno a loro volta da una generazione all’altra il rischio di povertà. Esclusione sociale che porta alla mancanza di accesso ai trasporti pubblici, all’assistenza sanitaria, a un alloggio in condizioni decenti, è ciò che si prospetta per la maggior parte delle madri che attraversano la soglia della povertà . Giovani uomini e giovani donne con contratti temporanei o autonomi sono più soggetti a cadere in povertà.

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