SEI IN : BIB/DOC AREA STAMPA > Archivio articoli
ARCHIVIO ARTICOLI
Pubblicazione : 10/08/2016
Approvata le Legge contro gli sprechi alimentari
Il 2 agosto il Senato ha definitivamente approvato la Legge per la limitazione degli sprechi alimentari. Con un iter di approvazione relativamente veloce (la prima proposta fu presentata nel marzo 2015), le nuova Legge è profondamente legata ai temi di Expo 2015 e favorisce la limitazione degli sprechi alimentari, l’incremento del recupero e della donazione delle eccedenze alimentari con priorità della loro destinazione per assistenza agli indigenti, l’uso maggiormente consapevole delle risorse e la sostenibilità ambientale.

L’Italia cerca così di mantenere l’impegno sottoscritto sui nuovi obiettivi di sviluppo dell’Onu, che prevede entro il 2030 un dimezzamento degli sprechi alimentari. A differenza della legge simile approvata in Francia pochi mesi fa, però, quella italiana è considerata da alcuni osservatori meno efficace perché mira a favorire le buone pratiche senza introdurre alcun obbligo per i supermercati, i quali potranno continuare a scegliere cosa fare dei prodotti mentre in Francia sono pesantemente sanzionati se buttano nelle discariche o negli inceneritori i prodotti alimentari ancora commestibili.

Secondo una stima di Coldiretti, gli sprechi alimentari costano all’Italia 12,5 miliardi, persi per il 54% al consumo, per il 21% nella ristorazione, per il 15% nella distribuzione commerciale, per l’8 nell’agricoltura e, infine per il 2% nella trasformazione. L’osservatorio nazionale Waste Watcher ha calcolato una media di circa 650 grammi di cibo a settimana sprecato da ogni famiglia italiana, per un totale complessivo di spreco domestico che supera i 13 miliardi di euro annui. A livello di Unione europea, invece, le stime relative allo spreco alimentare ammontano a circa 100 milioni di tonnellate l’anno.

Le novità legislative introdotte

Sono previsti incentivi di carattere finanziario e tributario per le imprese economiche (supermercati, ristoranti, bar) che donano gli alimentari ancora commestibili anziché buttarli, ad esempio con una riduzione della tassa rifiuti alle utenze non domestiche (Tari).

Allo stesso tempo sarà più semplice donare grazie all’introduzione di tagli agli adempimenti burocratici e semplificazioni nelle modalità e nei requisiti di comunicazione telematiche all’amministrazione finanziaria: la soglia di comunicazione della donazione era già stata alzata da 5.000 a 15.000 euro con la Legge di Stabilità 2016.

È previsto un potenziamento del Tavolo indigenti istituito dal ministero delle Politiche agricole, alimentali e forestali (Mipaaf), che oltre a coinvolgere le organizzazioni agricole, la grande distribuzione, l’industria e gli enti caritativi disporrà di 10 milioni di euro per l’acquisto di alimenti da destinare agli indigenti. Presso lo stesso Mipaaf è istituito un Fondo triennale per il finanziamento di progetti innovativi finalizzati alla limitazione degli sprechi e all’utilizzo delle eccedenze, oltre che alla produzione di imballaggi riutilizzabili o facilmente riciclabili.

La Legge definisce poi “eccedenze alimentari” i prodotti alimentari che, fermo restando il mantenimento dei requisiti di igiene e sicurezza, rimangono invenduti per varie cause; mentre lo “spreco alimentare” riguarda i prodotti alimentari, agricoli e agro-alimentari, ancora commestibili, che sono scartati dalla catena agroalimentare per ragioni commerciali, estetiche o perché in prossimità della data di scadenza.

Grazie alle nuove norme, poi, in caso di confisca di prodotti alimentari l’autorità disporrà la cessione gratuita con priorità all’alimentazione dei più bisognosi o successivamente come mangime per animali, mentre il ministero della Salute potrà emanare Linee guida per gli enti gestori di mense scolastiche, aziendali, ospedaliere, sociali e di comunità, al fine di prevenire e ridurre lo spreco connesso alla somministrazione degli alimenti.

Soddisfazione espressa da Caritas Italiana

Si tratta di una Legge che «valorizza e potenzia quel che il terzo settore finora ha fatto» secondo il responsabile dell’Area nazionale di Caritas Italiana, Francesco Marsico, il quale sottolinea come le nuove disposizioni semplifichino gli aspetti burocratici e contemplino dei nuovi incentivi, perciò si tratta di «un passo avanti, che apre a nuove politiche contro lo spreco sia a livello nazionale che locale». Per quanto concerne il livello locale, ad esempio, «le Caritas diocesane hanno diverse attività per il sostegno ai poveri: dalle mense alle cooperative. Inoltre collaborano con le aziende donatrici» spiega Marsico, osservando che «ora il testo approvato dal Parlamento ci mette nelle condizioni di poter creare filiere virtuose, che coinvolgono aziende, enti o cooperative, parrocchie». La legge va però applicata, sostiene il responsabile di Caritas italiana: «Per questo ora bisogna lavorare perché siano predisposte politiche coerenti sia a livello nazionale che locale».

Approfondisci