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Pubblicazione : 31/03/2014
Tredicesimo Rapporto su povertà ed esclusione sociale
Si intitola “False partenze” La tredicesima edizione del Rapporto sulla povertà e l’esclusione sociale in Italia realizzato da Caritas Italiana.

La prima parte del volume contiene i dati raccolti da 814 Centri d’ascolto in 128 Caritas diocesane d’Italia (sul territorio nazionale ve ne sono 220).

Gli utenti dei Centri d’ascolto sono in maggioranza stranieri (61,8%) anche se al sud gli italiani fanno registrare una presenza più consistente e maggioritaria (59,7%).

Più della metà della popolazione che si rivolge ai Centri d’Ascolto è rappresentata da donne (54,5%) e, per quanto riguarda lo stato civile, da persone coniugate (6,3%); i separati o divorziati sono, complessivamente, pari al 15,4%. Molto frequente la presenza di figli registrata in oltre il 70% dei casi

Quasi tutti hanno un domicilio (81,6%) e pochi hanno un lavoro: è disoccupato il 61% dell’utenza. Non a caso il lavoro è uno dei problemi più avvertiti (47,3%), preceduto solo dalla povertà economica (di cui è portatore il 59,2% degli utenti) e seguito da problemi abitativi (16,2%).

Il problema che ha maggiore incidenza sull’utenza italiana è la povertà economica (dichiarata dal 35% degli italiani contro il 55% degli stranieri); mentre i problemi occupazionali sono i più rilevanti tra la popolazione straniera (49,5% contro il 43,5% degli italiani).

Più gli italiani degli stranieri segnalano problemi familiari (le percentuali sono rispettvamente13,1% e 5,7%) mentre accade il contrario per quanto riguarda i problemi abitativi (segnalati dal 17,2% degli stranieri e dal 14,6% degli italiani).

Oltre un terzo degli utenti (34%) chiede beni e servizi materiali, ma poco più del 10% chiede esplicitamente un aiuto economico: spesso il sostegno economico viene ottenuto grazie ad altri strumenti attivi in molte diocesi (Prestito della Speranza, fondi di solidarietà, microcredito.

Altri dati contenuti nel Rapporto riguardano:

la crescente presenza di esponenti del ceto medio tra i potenziali utenti Caritas (per cui si segnala una difficoltà d intercettazione e quindi la necessità di «agganci innovativi»).

la sintesi dei risultati della prima indagine nazionale sulla condizione di vita dei genitori separati, finalizzata a far emergere il legame tra rottura del rapporto coniugale e forme di povertà e disagio socio-relazionale.

i risultati del quinto monitoraggio nazionale delle iniziative anti-crisi promosse e realizzate dalle Caritas e dalle diocesi italiane (1.148 iniziative, a dicembre 2013: in quattro anni le iniziative diocesane risultano pressoché raddoppiate, +99%).

L’ultima parte del Rapporto si sofferma sulle tendenze del Welfare in Italia, evidenziando nodi critici e proposte di miglioramento.

Tra gli elementi di positività sono citati, il rifinanziamento del Fondo nazionale per l’autosufficienza e l’introduzione del nuovo Isee per la determinazione dei livelli di accesso a varie prestazioni sociali e assistenziali; di entrambe queste misure, però si segnala con preoccupazione l’operatività non immediata.

L’ scollamento temporale tra l’adozione e l’operatività concreta potrebbe riguardare anche il nuovo strumento UE di aiuto agli indigenti (FEAD, European Fund fo Aid to most Deprived) che dal periodo 204-2020 non è più compreso nelle risorse della politica agricola ma in quelle per il Welfare e la lotta all’inclusione

L’avvio del FEAD nei singoli Paesi dipenderà, infatti, dal completamento su base nazionale di un percorso lungo, complesso e articolato ed esposto al rischio di sospensione del programma.

Infine il Rapporto segnala che molte e recenti novità legislative hanno un carattere troppo spesso «sperimentale» e «provvisorio» senza un certo orizzonte normativo e con elevati rischi di incompiuto